PLUMERIA IN TEMPO DI CORONA VIRUS

Che dire... argomento toccante per tutti, nessun escluso. Non voglio scrivere niente di nostalgico, solo pensieri che passano sicuramente nella mente ad ognuno di noi. Come ho già avuto modo di scrivere il progetto di sviluppare la linea Plumeria è di circa un anno fa. Durante quest'anno abbiamo lavorato con impegno e passione in vista della Primavera-Estate 2020. Abbiamo inaugurato di Novembre con il proposito di prendere confidenza con lo spazio e anche con la vendita.

(Plumeria Home - Inaugurazione)

E questo abbiamo fatto nel periodo Pre-post natalizio e ci siamo divertiti, perché abbiamo conosciuto persone nuove che sono tornate più volte a trovarci e a comprare le nostre cose.

(Plumeria Home - Natale)


Poi come è fisiologico, finite le feste di Natale ci siamo fermati ed abbiamo temporaneamente chiuso lo spazio . Cortona è un paese che vive di turismo e gennaio-febbraio sono mesi in cui i negozianti si prendono dei giorni per sistemare i propri negozi e anche del meritato riposo, in vista dei periodi di maggior lavoro. Quindi anche noi ci siamo adeguati alle abitudini del paese e abbiamo chiuso con il proposito di riaprire il 14 Marzo, pensando a quella data di presentare la nuova collezione primaverile. Avremmo anche allestito lo spazio e inaugurata la stagione con una festa....a noi le feste piacciono tanto.. (Ne abbiamo organizzate alcune ad Arezzo strepitose) …
A metà Febbraio sono stata a Milano per un corso di formazione, tornata a casa, hanno cominciato ad arrivare notizie del virus, dei contagi ed è cominciato questo incubo che ancora c' accompagna. Ogni tanto scorrono nel telefono gli avvisi del calendario. Noi, come chiunque abbia un'attività, programmiamo il nostro lavoro e ci poniamo degli obbiettivi. Tra questi a breve avremmo allestito per l'estate il negozio, presentando ancora una volta nuove collezioni. Non è facile avere una progettualità in questo tempo sospeso; l'uomo a mio parere è abitudinario, ha bisogno dei suoi punti fissi, e in questo momento siamo come carte in mazzo che viene continuamente mischiato. L'orizzonte che abbiamo di fronte non è più quello che avevamo due mesi fa, quando pensavamo al nostro lavoro in vista di una stagione ricca di turisti stranieri appassionati dell'Italia e della toscanità; è arrivato un unico visitatore, dal quale tra l'altro dobbiamo stare in guardia, che ha spazzato via tutto, compreso le certezze, e ci pone di fronte ad un orizzonte ignoto. Le mie figlie dicono che io sono una maniaca del controllo e devo dire che, anche se lavoro molto su quest'aspetto del mio carattere, hanno ragione; questa cosa però non la possiamo controllare.. Quindi cosa fare? A mio-nostro avviso, credo che possiamo solo ripartire da noi, da quello che siamo capaci di fare. Il nostro lavoro consiste nel creare cose che rendano alle persone la vita di tutti i giorni migliore, dal punto di vista funzionale ed estetico. Le nostre cose nascono per emozionare e per soddisfare dei bisogni. Questo è il nostro lavoro e il nostro talento e questo cercheremo di fare. Abbiamo pensato in primo luogo a cosa ci ha aiutato in questo periodo e cosa c'è principalmente mancato. Io ho avuto giorni in cui il mio piccolo terrazzo verde che ho ad Arezzo è stato una vera manna dal cielo. Prendermi cura delle piante che sono in vaso, potarle, avere la possibilità di una piccola poltrona sono state veramente una fortuna.

(Il mio terrazzo "nano" ad Arezzo)

Quando c'hanno dato la possibilità di dedicarci all'orto o al giardino, anche se distante dalla residenza, sono andata subito nella mia casetta di campagna a lavorare. Lo stare fuori, lavorare con le mani, pensare che tra poco potrò mettere a dimora le piantine che ho seminato, sono tutte cose che mi hanno fatto stare bene.

( ... parte del mio orto)

Anche gli altri dello studio si sono dedicati al loro giardino, al loro orto, perché niente di più della natura ci permette di stare in contatto con noi stessi. Cosi abbiamo deciso di ripartire da li, pensando che per noi il nostro orizzonte è rappresentato da ciò che siamo, da ciò che ci fa stare bene e mette in contatto con noi stessi. Quest'estate non sappiamo se potremmo andare in vacanza, con certezza sappiamo che qualsiasi cosa faremo dovrà essere fatta rispettando le distanze di sicurezza ed avendo molti accorgimenti. Abbiamo pensato quindi di creare una serie di piccoli oggetti per i nostri giardini e i terrazzi, al pic nic e al momento in spiaggia.

(Plumeria... progettiamo e pensiamo all'estate 2020)

Degli oggetti facili, che possano esserci di supporto e ci possano donare allegria e stimolo ad uscire aiutandoci a coniugare l'esigenza di proteggerci dal virus con quella di vivere normalmente. Così in questi giorni stiamo mettendo a punto questo progetto, non dimenticandoci per un attimo che più di tutto c'è bisogno di concretezza e rispetto per tutto quello che ci sta accadendo ed è accaduto intorno a noi, ma con la certezza che da sempre la bellezza ha salvato il mondo.

( ... con ottimismo e colore ... )

Con bellezza non intendo solo quella che risponde a certi canoni estetici, ma quella cosa che ci sa emozionare e dare gioia, quella che fa la differenza in un oggetto nel quali avverti che ha un'anima e quello che pur avendo lo stesso uso non ce l'ha. Ci sono oggetti no-name che quando l'incontri sanno comunicarti qualcosa. Possono essere oggetti di design ma anche qualcosa raccolto in spiaggia o durante una passeggiata nel bosco, cose che dove il vento, il mare, il sole ne hanno scolpito la forma che in qualche modo a noi comunicano qualcosa. Ecco, noi lavoriamo per cercare di donare alle nostre cose questo contenuto, sperando di raggiungere questo scopo per niente scontato, grati della possibilità che abbiamo di fare questo lavoro.

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