LA SCELTA DEL LUOGO FISICO, CORTONA. EPISODIO I: LE MURA

Quando abbiamo deciso di intraprendere questa nuova avventura, di trasferire fisicamente la natura in oggetti reali, tangibili, concretizzare quelle idee che vagavano libere nelle nostre menti o che erano dei timidi segni in un foglio da disegno, in un file CAD o in un modello 3d, è cresciuta in noi l’esigenza di filtrare l’intero processo anche attraverso un piano culturale.

Negli anni, come studio di progettazione, abbiamo provato ad anticipare i metodi e le modalità di fare architettura cercando di dare delle risposte progettuali a problemi che ci venivano sottoposti immaginandoli non nel presente, ma in un futuro prossimo; questa volta, con Plumeria, una decisione è stata presa in controtendenza: in un’epoca storica in cui tutte le produzioni e le professioni vanno verso una digitalizzazione profonda, un distacco dalla realtà fisica e tangibile, un mondo pieno di attività e negozi virtuali, scenari e sfondi immaginari creati a computer con interfacce grafiche di siti e social che non sono la realtà ma la riproducono, abbiamo deciso che uno spazio reale che rispecchiasse il nostro mondo, avrebbe contribuito in modo determinante a trasmettere quell’impressione della natura tanto cercata.

 

Nelle nostre riunioni abbiamo cominciato a chiederci quale fosse la città o il paese che più degli altri era in grado di rappresentare Plumeria e che quindi con molta probabilità possedeva già dentro le sue mura lo spazio destinato a diventare la sua sede reale.

 

Immaginario collettivo, memoria storica, scorci mozzafiato, eterogeneità delle architetture, staticità e mutamento, sono concetti che caratterizzano Cortona. 

Grazie alla sua fisicità, nel tempo, la sua immagine apparentemente immortale l’ha resa famosa in tutto il mondo.

 

La scelta di Cortona come luogo fisico adatto ad esprimere al meglio il processo che stavamo portando avanti con Plumeria, è stata filtrata da esperienze personali, diverse tra di loro, apparentemente slegate, ma in realtà convergenti tutte in un’unica direzione. 

 

(Pianta della città di Cortona con il perimetro delle mura. XVII secolo. Disegno a china)

 

EPISODIO 1:

LE MURA 

 

Le mura sono l’emblema della sua fisicità, per definizione il muro è una struttura verticale che può assumere diverse funzioni, prima tra tutte delimitare uno spazio, può includere ed escludere, può proteggere e rendere vulnerabile. 

Qualche anno fa mosso da uno spirito di avventura e motivato ad eguagliare le imprese dei protagonisti di due film che avevano caratterizzato la mia infanzia, ‘Stand by me - ricordo di un’estate’ di Rob Reiner (1986) e ‘I Goonies’ di Richard Donner (1985), con un folto gruppo di amici ho deciso di percorrere l’intero perimetro delle mura dall’esterno. Non ne sapevamo molto, solo che la cinta muraria attuale è di circa 3 km e, per la maggior parte, ricopre il circuito delle mura etrusche del sec. IV a.C., i grandi blocchi squadrati di questo periodo sono ben visibili in alcuni tratti e costituiscono il basamento delle mura costruite nel 1261. Solo a monte, tra la porta Montanina e la porta Berarda, il perimetro antico era più ampio e non coincide con quello attuale. Questa parte è stata ricostruita più volte ed è legata alle variazioni ed alla storia della fortezza del Girifalco (da ‘Cortona Struttura e Storia - Editrice Grafica l’Etruria).

Della costruzione etrusca si conserva un interessante tratto, rimasto poi fuori dal rifacimento rinascimentale, sotto la Fortezza, in località Torre Mozza. 

L’intenzione era quella di condividere un pomeriggio insieme all’aria aperta alla ricerca di segni, scorci e tratti inediti che potessero suscitare in noi nuove emozioni e consolidare ancora di più l’immagine che avevamo della città.

Completato il giro ognuno di noi aveva quesiti da porre e considerazioni da fare: come mai alcuni tratti, soprattutto a monte, dietro la fortezza, versavano in un’incuria totale? La natura aveva fatto il suo corso ed aveva nascosto tra la ricca vegetazione intere porzioni di muro, rendendole di fatto irraggiungibili. È possibile riqualificare queste aree destinandole a parco pubblico? L’intero perimetro esterno può essere convertito in un percorso tematico da inserire in itinerari di trekking ed escursioni a cavallo? Alcuni tratti di mura particolarmente suggestivi possono essere utilizzati come quinta naturale di eventi all’aperto come spettacoli teatrali e piccole esibizioni di musica live? Nelle sezioni più spesse si nascondono grotte artificiali ed avamposti militari da restaurare? 

Di sicuro era maturata in noi la consapevolezza che tutti i luoghi, come le mura in questo caso, sono solo apparentemente conosciuti, visti e vissuti.

La loro sostanza è l’elemento che determina e consacra la fisicità delle mura e regala qualche interessante scoperta...

 

Cortona era il luogo che rappresentava al meglio Plumeria e l’impressione della natura.

 

(Il manipolo di esploratori)

 

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